Servizi di copyediting e correzione di bozze

Servizi di copyediting e correzione di bozze - Sara Scaranna

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L'importanza del correttore di bozze

Con l'avvento delle nuove tecnologie, delle app di messaggistica, della frenesia dei social networks, della velocità con cui viaggiano le informazioni sul web che amplificano la libertà di pensiero, di parola e di espressione, e sdoganato terminologie nuove che tendono a velocizzare i tempi a discapito della forma, molti credono che tale forma non sia più poi così importante. Ciò che conta è la sostanza, possono pensare alcuni. Be', se la vostra intenzione è scrivere messaggi su WhatsApp posso darvi ragione, ma se ciò a cui aspirate è l'essere letti da un pubblico più vasto, per raccontare le vostre idee, piuttosto che i vostri romanzi o saggi, la forma ha un'importanza fondamentale, poiché essa ha la potenza di rappresentare l'entità stessa delle idee o delle storie che narrate.

La forma è la coccola che regalate al lettore, la garanzia che ciò che gli raccontate è frutto di un lavoro duro di ricerca, della vostra professionalità e, quindi, della vostra credibilità e affidabilità.

Determinante per il successo o il fallimento di qualunque forma di parola scritta è la sua credibilità e affidabilità. Ciò che il lettore si aspetta è che l'autore si sia impeganto su ogni singola parola che è stata scritta. Se in un testo un lettore trova refusi, difformità stilistica, errori grammaticali o ortografici, inizia a diffidare di ciò che legge, si esaurisce così la magia che tiene avvinghiato il lettore alle pagine di un libro e che crea quell'illusione pilotata che tutto sia reale. Allo stesso modo se il vostro intento è creare post con notizie di attualità, piuttosto che di cronaca, di finanza o di gossip, gli errori che si possono nascondere fra le sue righe possono minare la credibilità delle vostre parole e quindi la vostra affidabilità.

Chiunque si sia cimentato con la parola scritta ha dovuto fare i conti con le creature più subdole che popolino la carta stampata: i refusi. Per quanto l'autore legga e rilegga ciò che ha scritto, qualche refuso è probabile che sfugga, anzi, è quasi una certezza matematica, ecco perché è importante affidare a un occhio esterno la loro ricerca. Nemmeno i beta readers spesso sono sufficienti, poiché moltissimi sono gli aspetti da tenere in considerazione (grammaticali, ortografici, formali, semantici ecc.) così come i trucchi del mestiere uniti alla precisione e alla professionalità di una figura preposta a presentare al meglio qualunque forma scritta.

È importante far analizzare il proprio manoscritto a un correttore di bozze anche se si ha intenzione di proporlo a una casa editrice, poiché, spesso, un lavoro ben presentato e che necessita di poche correzioni può essere preferito e pubblicato a discapito di un altro che magari, anche avendo una trama avvincente, necessita di un imponente lavoro di editing.

Se si ha intenzione di pubblicare in self, poi, la correzione di bozze oserei dire che è d'obbligo.

Stella cadente - Lettera ai miei figli mai nati

Stella cadente - Lettera ai miei figli mai nati - Sara Scaranna

 Ci sono argomenti di cui non si vorrebbe parlare. Argomenti su cui si vorrebbe tacere, perché richiamano ricordi dolorosi. Argomenti che riguardano esperienze spiacevoli e infelici che pare non succedano a nessuno o quasi, ed è così che quando ci cadi dentro con tutte le scarpe ti ritrovi ancor più sola, spaesata, depressa, inadeguata e in difetto verso tutto il resto del mondo che, apparentemente, sembra esonerato da tale sventura.

Sto parlando dell’aborto spontaneo, che, purtroppo, è ancora oggi un tabù.

C’è un velo di silenzio che sovrasta questo argomento che spesso viene visto come qualcosa da nascondere, da non rivelare a nessuno come se fosse una colpa, un motivo d’imbarazzo o qualcosa di cui vergognarsi, e questo non fa che aggravare il dolore immenso che investe una donna quando scopre che il figlio che porta in grembo non nascerà mai, perché oltre al dispiacere si aggiunge un subdolo e logorante senso di colpa che non ha proprio motivo di esistere.

La verità dei fatti, invece, è ben diversa. Oltre il 50% delle gravidanze si concludono con un aborto spontaneo ancora prima che la donna scopra di essere incinta, ad essa c’è poi d’aggiungere una percentuale che varia fra il 10 e il 25% a gravidanza scoperta. L’aborto spontaneo, quindi, è molto più comune di quanto si pensi e molto spesso le cause restano ignote.

Per togliere questo velo di silenzio che copre l’aborto spontaneo e dare voce al dolore invisibile che soffoca moltissime donne, ho deciso di pubblicare Stella cadente – Lettera ai miei figli mai nati, ovvero le pagine in cui ho riversato tutto il mio dolore per la perdita di due dei miei figli. [Leggi l'articolo completo su Just4mom.it]

SINOSSI:

Stella cadente è lo struggente monologo di una donna che sta affrontando la terribile esperienza dell’aborto spontaneo.

È una lettera tormentata, carica di dolore, di rabbia, di angoscia, ma anche di speranza e d’amore, che l’autrice scrive proprio a quel figlio che non nascerà mai.

 “Riverso il buio che mi divora su queste pagine. Grido il mio tormento senza freni e senza remore, senza il timore di essere giudicata o fraintesa, perché tanto tu non puoi far altro che ascoltarmi senza fiatare, sperando che, pezzetto dopo pezzetto, questo strazio che mi avviluppa come sabbie mobili resti qui, incatenato a queste righe e io possa tornare nuovamente a vivere.”

L’aborto spontaneo, purtroppo, è ancora un tabù. C’è un velo di silenzio che copre l’aborto spontaneo che spesso viene visto come qualcosa da celare, da non rivelare a nessuno, come se questo fosse una colpa, una vergogna o un motivo d’imbarazzo.

Con Stella Cadente l’autrice vuole togliere questo velo per dare voce al dolore invisibile che, purtroppo logora tantissime donne, ed essere così d’aiuto a chi ha sofferto o sta ancora soffrendo per un figlio mai nato.

“Dedico questa tormentata lettera a tutte le donne che hanno dovuto affrontare o che stanno affrontando la triste, dolorosa e spaventosa esperienza dell’aborto.

Non è però a loro che consiglio la lettura di queste poche, ma intense pagine. Loro, purtroppo, sanno bene di cosa parlo e vorrei evitare di essere per loro motivo di tristezza.

Ne consiglio, invece, la lettura ai loro famigliari, ai loro amici e a tutti coloro che vogliono comprendere il tormento e la devastazione che investono una donna quando il figlio che portano in grembo non sopravvive.”

 

Cip Cip e il libro magico - Favola

Cip Cip e il libro magico - Favola - Sara Scaranna

In un paese lontano ma non troppo c’è un grande giardino con al centro un pioppo magico dove gli uccellini più belli che si siano mai visti hanno trovato rifugio. Qui vive anche Cip Cip insieme alla sua mamma e ai suoi tre fratellini. Cip Cip è un uccellino che ha paura di volare. Ai margini del giardino abita Cattivus, un vecchio brutto e cattivo che vuole imprigionare tutti gli uccelli del grande pioppo nel suo libro magico per poter realizzare il suo più grande sogno: volare.
Un giorno Cattivus riesce a catturare la mamma di Cip Cip. Il piccolo uccellino deve armarsi di coraggio e deve imparare ad affrontare le sue paure e a superarle per salvarla e così scopre che anche Cattivus è vittima di un incantesimo. Riuscirà il piccolo Cip Cip, con l’aiuto dei suoi amici, a salvare la sua mamma e gli uccelli del grande pioppo?


Questa favola è il frutto di un sogno fatto da Alessandro, mio figlio di sette anni. Un mattino si è svegliato dicendomi di aver sognato un uccellino che salva la sua mamma imprigionata fra le pagine di un libro. Io che amo scrivere, l’ho trovato uno spunto splendido per imbastire una storia e l’idea è piaciuta tantissimo anche a lui. Ci siamo messi subito all’opera immaginando Cip Cip, tutti i personaggi e le loro avventure. Abbiamo trascorso insieme momenti divertentissimi, fantasticando, scrivendo, disegnando, leggendo e cambiando ciò che meno ci convinceva fino a raggiungere la versione perfetta della storia. Alessandro è stato un “capo” molto esigente, sincero e spietato come tutti i bambini, poiché “Cip Cip e il libro magico” era ed è la sua storia, ideata da lui, progettata da lui in tutto e per tutto. Io sono stata solo la traduttrice dei suoi pensieri.

Sara Scaranna

CIP CIP E IL LIBRO MAGICO - FAVOLA IN MAIUSCOLO

CIP CIP E IL LIBRO MAGICO - FAVOLA IN MAIUSCOLO - Sara Scaranna

IN UN PAESE LONTANO MA NON TROPPO C’È UN GRANDE GIARDINO CON AL CENTRO UN PIOPPO MAGICO DOVE GLI UCCELLINI PIÙ BELLI CHE SI SIANO MAI VISTI HANNO TROVATO RIFUGIO. QUI VIVE ANCHE CIP CIP INSIEME ALLA SUA MAMMA E AI SUOI TRE FRATELLINI. CIP CIP È UN UCCELLINO CHE HA PAURA DI VOLARE. AI MARGINI DEL GIARDINO ABITA CATTIVUS, UN VECCHIO BRUTTO E CATTIVO CHE VUOLE IMPRIGIONARE TUTTI GLI UCCELLI DEL GRANDE PIOPPO NEL SUO LIBRO MAGICO PER POTER REALIZZARE IL SUO PIÙ GRANDE SOGNO: VOLARE.
UN GIORNO CATTIVUS RIESCE A CATTURARE LA MAMMA DI CIP CIP. IL PICCOLO UCCELLINO DEVE ARMARSI DI CORAGGIO E DEVE IMPARARE AD AFFRONTARE LE SUE PAURE E A SUPERARLE PER SALVARLA E COSÌ SCOPRE CHE ANCHE CATTIVUS È VITTIMA DI UN INCANTESIMO. RIUSCIRÀ IL PICCOLO CIP CIP, CON L’AIUTO DEI SUOI AMICI, A SALVARE LA SUA MAMMA E GLI UCCELLI DEL GRANDE PIOPPO?

QUESTA FAVOLA È IL FRUTTO DI UN SOGNO FATTO DA ALESSANDRO, MIO FIGLIO DI SETTE ANNI. UN MATTINO SI È SVEGLIATO DICENDOMI DI AVER SOGNATO UN UCCELLINO CHE SALVA LA SUA MAMMA IMPRIGIONATA FRA LE PAGINE DI UN LIBRO. IO CHE AMO SCRIVERE, L’HO TROVATO UNO SPUNTO SPLENDIDO PER IMBASTIRE UNA STORIA E L’IDEA È PIACIUTA TANTISSIMO ANCHE A LUI. CI SIAMO MESSI SUBITO ALL’OPERA IMMAGINANDO CIP CIP, TUTTI I PERSONAGGI E LE LORO AVVENTURE. ABBIAMO TRASCORSO INSIEME MOMENTI DIVERTENTISSIMI, FANTASTICANDO, SCRIVENDO, DISEGNANDO, LEGGENDO E CAMBIANDO CIÒ CHE MENO CI CONVINCEVA FINO A RAGGIUNGERE LA VERSIONE PERFETTA DELLA STORIA. ALESSANDRO È STATO UN “CAPO” MOLTO ESIGENTE, SINCERO E SPIETATO COME TUTTI I BAMBINI, POICHÉ “CIP CIP E IL LIBRO MAGICO” ERA ED È LA SUA STORIA, IDEATA DA LUI, PROGETTATA DA LUI IN TUTTO E PER TUTTO. IO SONO STATA SOLO LA TRADUTTRICE DEI SUOI PENSIERI.

Sara Scaranna

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